Prescrizione dei contributi Inps e modello 770

Le dichiarazioni dei datori di lavoro contenute nei modelli 770 e dirette all’Agenzia delle Entrate, relative ai redditi erogati ai propri dipendenti ed alla contribuzione ai medesimi relativa, equivalgono, quanto agli effetti che ne scaturiscono all’interno del rapporto contributivo, a dichiarazioni rese nei confronti dell’Inps.

La vicenda giudiziaria riguarda il caso di una opposizione proposta da un datore di lavoro ad una cartella esattoriale per il pagamento di contributi previdenziali Inps omessi per i mesi di maggio, giugno e luglio 2003. In primo grado ed in appello, il gravame veniva accolto, avendo il giudice ritenuto prescritti i crediti contributivi in quanto la denuncia retributiva “modello 770” non poteva costituire riconoscimento di debito perché diretta all’Agenzia delle Entrate ed il verbale di quantificazione del credito era stato inviato dall’Inps solo nel settembre 2008 quando il termine prescrizionale di 5 anni era già scaduto. Adita la Suprema Corte, su ricorso dell’Inps, la stessa lo ritiene fondato. La motivazione è quella per cui l’Agenzia delle Entrate non può ritenersi soggetto terzo diverso rispetto a quello titolare del rapporto contributivo. Tanto più che il datore di lavoro con la presentazione annuale del modello 770 può anche dichiarare di aver erogato redditi maggiori rispetto a quelli dichiarati con i modelli di denuncia mensile DM10, sicché il termine di prescrizione dei contributi dovuti decorre da tale comunicazione e non dal termine di versamento della retribuzione di riferimento. In altri termini, le dichiarazioni dei datori di lavoro contenute nei modelli 770 e dirette all’Agenzia delle Entrate, relative ai redditi erogati ai propri dipendenti ed alla contribuzione ai medesimi relativa, equivalgono, quanto agli effetti che ne scaturiscono all’interno del rapporto contributivo, a dichiarazioni rese nei confronti dell’Inps.