Fondo di Tesoreria e aziende non obbligate: disciplinate le varie fattispecie

L’Inps fornisce le istruzioni per disciplinare le vicende in ordine alla contribuzione versata da aziende prive dei requisiti costitutivi dell’obbligo contributivo nei confronti del Fondo di Tesoreria

A seguito dei controlli automatizzati effettuati nel corso degli ultimi mesi, sono state rilevate aziende che hanno dichiarato quote di Tfr al Fondo di Tesoreria nelle relative denunce Uniemens, pur non avendo il richiesto requisito dimensionale. In particolare, nei confronti dei datori di lavoro che hanno effettuato il versamento del Tfr al Fondo, in assenza dei presupposti di legge e senza aver mai ottenuto l’attribuzione del codice di autorizzazione “1R”, l’Istituto ha inibito, a partire dal mese di competenza di giugno 2016, la trasmissione di dichiarazioni contributive che espongano il versamento del Tfr. Con riguardo, invece, alle aziende che hanno operato sulla scorta dell’avvenuta attribuzione del predetto codice di autorizzazione, l’Istituto, per il tramite delle competenti strutture territoriali, sta procedendo ad effettuare, anche con la collaborazione delle aziende interessate e dei relativi intermediari, ulteriori accertamenti preordinati a verificare la regolare costituzione del rapporto contributivo. All’esito delle verifiche, la cui conclusione è prevista per il mese di maggio 2018, laddove sia accertata l’insussistenza dell’obbligo di versamento, l’Istituto procederà a revocare il codice “1R”. Orbene, i pregressi versamenti al Fondo di Tesoreria effettuati dalle aziende, sulla base del legittimo convincimento circa la sussistenza dell’obbligo e con regolarità contributiva, seppur in assenza dei presupposti di legge, sono ritenuti validi a tutti gli effetti di legge e non verranno rimborsati. Per i dipendenti di tali aziende, il Fondo di Tesoreria provvederà ad erogare direttamente al lavoratore il Tfr e le relative anticipazioni, in riferimento alla quota maturata dal dipendente a far data dal 1° gennaio 2007 o, se successiva, dalla data di inizio del rapporto di lavoro, e sino alla data di attribuzione del predetto codice di autorizzazione.
In mancanza del requisito della regolarità contributiva, l’obbligo di erogazione del Tfr e delle anticipazioni, seppur relative alle quote versate al Fondo di Tesoreria, rimane definitivamente e per l’intero importo in capo al datore di lavoro. Le aziende in parola potranno però, nel termine della prescrizione ordinaria (art. 2946 c.c.), decorrente dalla data di versamento delle quote di Tfr al Fondo di Tesoreria, presentare istanza di restituzione delle somme indebitamente versate. Al fine di rendere disponibile la somma chiesta in ripetizione, le aziende dovranno contestualmente provvedere all’invio dei flussi rettificativi relativi ai periodi interessati dal rimborso.