Agevolazioni Beni strumentali: in locazione il bene deve essere “autonomo”


In caso di ammodernamenti effettuati su beni di proprietà altrui, ai fini del credito d’imposta spettante per i beni strumentali, deve essere provata l’autonoma funzionalità del bene ossia della sua rimovibilità al termine della locazione (Corte di cassazione – ordinanza 06 settembre 2017, n. 20814).

Se le spese sono incrementative della produttività e si riferiscono a beni che non hanno una loro autonoma funzionalità rispetto al bene a cui accedono, e come tali devono essere classificate civilisticamente nell’attivo dello stato patrimoniale come immobilizzazioni immateriali, non rilevano ai fini dell’agevolazione, costituendo non beni autonomi, ma, stante l’accessione su beni altrui, meri costi deducibili.


Se invece le spese incrementative su beni di terzi sono classificate, secondo corretti principi contabili, tra le immobilizzazioni materiali in quanto riferibili a beni materiali che hanno una loro autonoma funzionalità, sono agevolabili in quanto costituiscono beni materiali e non dei meri costi.


Pertanto, ai fini delle agevolazioni spettanti per gli investimenti effettuati nelle aree svantaggiate, i costi incrementativi sostenuti su beni altrui devono essere contabilizzati tra le immobilizzazioni materiali, in quanto il bene, avendo una sua autonoma funzionalità ed individualità, a prescindere da quello di terzi a cui accede, al termine del periodo di locazione o di comodato può essere rimosso ed utilizzato separatamente dall’investitore.